pensionati italiani in tunisia

Pensionati italiani in Tunisia: tassazione bassissima a due passi dall’Italia

Sono sempre di più i pensionati italiani che stanno pensando di trasferirsi all’estero per godersi i frutti della loro pensione, magari cercando una tassazione più favorevole.

Mare, caldo, basso costo della vita, vicinanza all’Italia: ecco alcuni degli elementi che hanno determinato il successo negli ultimi anni della Tunisia come meta dei pensionati italiani all’estero. Ma non solo: in Tunisia vige un particolare regime fiscale che permette l’esenzione dell’80% da tassazione della pensione estera.

In pratica, i pensionati che decidono di trasferirsi in Tunisia, possono beneficiare di una tassazione del solo 20% della loro pensione lorda italiana.

Cosa importante da sottolineare è che, rispetto alle agevolazioni fiscali per i pensionati di altri Paesi, la Tunisia offre questo regime anche agli ex lavoratori del pubblico impiego che percepiscono pensioni ex Inpdap.
In altri Paesi (come il Portogallo) gli ex dipendenti pubblici non possono usufruire dei vantaggi fiscali sulla loro pensione.

Ad oggi, oltre 6mila italiani tra i 60 e i 65 anni hanno già deciso di trasferire la propria residenza in Tunisia. Si tratta del terzo Paese con il maggior numero di pensionati italiani, dopo Malta e Portogallo che detengono i primi due posti.

Se anche tu vuoi trasferire la tua residenza fiscale in Tunisia per sfruttare la detassazione quasi totale della tua pensione, in questa mini-guida troverai le informazioni di cui hai bisogno. Per capire in dettaglio, sul tuo caso specifico, se la Tunisia è adatta a te e per fissare un VIAGGIO PROVA per verificare di persona come si vive in Tunisia, chiamaci allo 0444 028993 e fisseremo una consulenza personalizzata per te presso i nostri uffici ad Altavilla Vicentina!

Pensionati italiani in Tunisia: la residenza fiscale

Trasferirsi all’estero, prima di tutto, ha delle conseguenze personali, economiche e fiscali importanti. Diffidate da chi vi propone un trasferimento di residenza all’estero improvvisato, senza un viaggio di prova e senza una o più consulenze preliminari dove valutare attentamente il tuo caso e le tue esigenze specifiche.

L’articolo 3 del DPR n. 917/86, definisce quelle che sono le regole di tassazione dei soggetti residenti e non residenti in Italia.

In sintesi, i soggetti fiscalmente residenti in Italia sono tenuti a dichiarare in Italia tutti i loro redditi, ovunque prodotti, secondo il cosiddetto principio della worldwide taxation, mentre i soggetti non residenti fiscalmente sono tenuti a dichiarare in Italia solo i redditi ivi prodotti, salvo quanto indicato nelle varie Convezioni bilaterali stipulate dall’Italia con i vari Paesi esteri. È quindi fondamentale capire come fare ad essere considerati fiscalmente residenti all’estero.

Per essere considerati residenti fiscalmente all’estero, devono sussistere, congiuntamente, le seguenti condizioni:

  • Non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili), con contestuale iscrizione all’A.I.R.E.;
  • Non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno;
  • Di non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno.

Se manca anche una sola di queste condizioni si è considerati residenti fiscalmente in Italia.

Un tratto del lungomare di Hammamet, Tunisia

Pensionati italiani in Tunisia: ottenere la quasi totale esenzione

Trasferirsi in Tunisia, ed effettuare il corretto trasferimento da un punto di vista fiscale, è il punto di partenza per poter godere del beneficio più grande, perfettamente legale, di non vedersi tassare la propria pensione in Italia per l’80% del suo ammontare (solo il 20% è imponibile in Tunisia).
I vantaggi economici in gioco sono considerevoli ma i passaggi burocratici da compiere sono numerosi e delicati. Per questo è consigliabile rivolgersi a professionisti competenti ed esperti, che ti possano accompagnare e supportare, non solo in Tunisia ma anche in Italia, in tutti i passaggi necessari. Con Nuova Vita puoi contare su professionisti specializzati: puoi prenotare già ora la tua consulenza personalizzata!

Prima di analizzare se e come è possibile ottenere l’esenzione dalle ritenute italiane sulla pensione corrisposta ad un soggetto residente all’estero, è opportuno andare a vedere la regola generale che disciplina la tassazione dei redditi da pensione corrisposti da Enti italiani.

La normativa italiana prevede quanto segue (art. 3, comma 1, del D.P.R. n. 917/1986):

Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.
Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato italiano sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all’Irpef se, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d’imposta per i redditi prodotti all’estero che hanno subito la ritenuta d’imposta a titolo definitivo.

Convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e Tunisia

Per evitare la doppia tassazione del reddito, con alcuni Paesi esteri sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.

Nelle convenzioni stipulate secondo il modello OCSE, tra cui quella tra Italia e Tunisia, all’articolo 18 viene definita la modalità di tassazione della pensione privata percepita da soggetti residenti fiscalmente all’estero (nel nostro caso in Tunisia).

Sul punto, la Convenzione afferma:

Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2 dell’art. 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe, pagate ad un residente di uno stato contraente in relazione ad un cessato impiego, sono imponibili soltanto in questo Stato.

In pratica, viene sancito il fatto che le pensioni dei lavoratori debbano essere assoggettata a tassazione solo nello Stato di residenza fiscale del soggetto percettore. Ecco perchè è fondamentale trasferirsi in Tunisia in modo corretto, seguendo una procedura che, per i non addetti ai lavori, risulta oggettivamente ostica. Per questo noi di Nuova Vita ti offriamo un pacchetto completo per trasferirti all’estero in serenità, potendo contare sull’esperienza e sulla competenza di chi ha già aiutato centinaia di pensionati italiani a trasferirsi all’estero.

Chi va in Tunisia trova sole e tranquillità

Procedura per l’esenzione della tassazione della pensione

Per ottenere l’esenzione dall’applicazione delle ritenute alla fonte in Italia, percepite sulla pensione, il pensionato che risiede in Tunisia può chiedere all’INPS l’applicazione delle Convenzione per evitare le doppie imposizioni in vigore, al fine di ottenere, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza).

A tal fine il pensionato dovrà presentare, alla sede Inps che gestisce la prestazione erogata, l’apposito modulo. Si tratta di un modello predisposto unilateralmente dall’Italia ed accettato dalla maggior parte dei Paesi partner dei trattati. Esso costituisce istanza per chiedere la non effettuazione totale o parziale della ritenuta alla fonte dell’imposta italiana.

Il modello deve contenere anche la necessaria attestazione della residenza fiscale estera da parte della competente Autorità straniera e dovrà essere consegnato in modalità cartacea.

Come ottenere la detassazione parziale della pensione e calcolo delle imposte in Tunisia

Effettuare il trasferimento di residenza in Tunisia, restando in linea con la normativa fiscale italiana, ti consentirà di chiedere l’esenzione da tassazione per il tuo reddito da pensione.

Questo regime fiscale riguarda i cosiddetti “residenti non domiciliati“.

Regime dei residenti non domiciliati in Tunisia

Il riconoscimento dello statuto di residente fiscale non abituale, e quindi la riduzione dell’80% della pensione tassabile, da parte delle autorità fiscali tunisine, dipende dal verificarsi di tre condizioni essenziali:

  • Che l’interessato non sia stato tassato come residente fiscale in Tunisia in nessuno dei cinque anni precedenti a quello in cui lo statuto viene richiesto;
  • Che l’interessato possieda le condizioni necessarie per essere considerato residente fiscale in Tunisia. La residenza può essere acquisita nei casi in cui il soggetto abbia soggiornato in territorio tunisino per più di 183 giorni, di seguito o interpolati;
  • Lo statuto di residente fiscale non abituale sia richiesto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui l’attribuzione dello statuto dovrà produrre effetto.

Ottenimento dello status di residente non domiciliato in Tunisia

Va ricordato che il conseguimento dello status di residente non domiciliato in Tunisia non è automatico. Esso dipende dalla valutazione e approvazione previa da parte delle autorità fiscali tunisine.

La valutazione di ogni richiesta e la conseguente valutazione avviene, in media, entro sei mesi. Fino a quel momento non si potrà godere del regime di esenzione parziale di cui stiamo parlando.

Questo aspetto è molto importante e molto spesso non viene indicato ai soggetti che vogliono arrivare a raggiungere lo status di residente non domiciliato. Per questo motivo prima di partire è consigliabile programmare il trasferimento con un soggetto esperto della materia come Nuova Vita, attraverso una consulenza personalizzata e un Viaggio Prova. Eviterete di incorrere in brutte sorprese!

Soltanto a seguito del riconoscimento da parte delle autorità fiscali tunisine dello status di “Residente non Abituale”, i pensionati di tutta l’Unione Europea acquisiscono il diritto di usufruire della normativa che prevede la parziale detassazione della pensione.

Detassazione sulla pensione estera

Il riconoscimento dello statuto di residente fiscale non abituale permette al pensionato italiano di ottenere vantaggi fiscali relativamente ai seguenti tipi di reddito:

  • Reddito da lavoro dipendente e indipendente. Quando gli stessi siano percepiti in Tunisia e risultino dall’esercizio di attività ad alto valore aggiunto. ai sensi dell’elenco approvato da decreto del Ministro delle Finanze;
  • Reddito da lavoro dipendente o da lavoro indipendente risultanti da attività ad alto valore aggiunto; pensioni e redditi passivi. Sempre che, in ogni caso, siano percepiti all’estero.

Nel caso di redditi da pensione essi possono essere esentati parzialmente dall’imposta sul reddito tunisino nella misura prevista dalla convenzione contro le doppie imposizioni. Questo è quanto previsto dalla Legge tunisina n. 2006-85 del 25 dicembre 2006.

Esempio della tassazione in Tunisia della pensione italiana

In Tunisia, grazie agli accordi bilaterali, nel primo scaglione si paga solo il 20% di tasse sul 20% dell’importo della pensione . Facciamo un esempio concreto considerando una pensione lorda mensile italiana di 1400 euro. Il 20% di 1400 euro è 280 euro. Su questi 280 euro, l’aliquota della tassazione è del 20%. Il 20% di 280 euro è 56 euro. Ecco spiegato, con un semplice esempio, come per una pensione lorda di 1400 euro, nel regime fiscale tunisino si giunga a pagare solo 56 euro di imposte. La pensione lorda di 1400 euro diventa quindi una pensione netta di 1344 euro. Possiamo quindi parlare di una pensione praticamente esentasse.
Vanno poi aggiunte eventuali imposte locali, stabilite dalle autorità tunisine, che in ogni caso non intaccano di molto la pensione, grazie al cambio favorevole tra euro e dinaro tunisino.
Il calcolo effettivo delle imposte potrà essere calcolato da un consulente fiscale italiano di vostra fiducia o da un consulente in Tunisia che noi di Nuova Vita, grazie ai nostri collaboratori residenti in Tunisia da anni, sapremo consigliarvi.

Tempi per vedersi accreditare la pensione in Tunisia dall’INPS

I pensionati italiani che vogliono ottenere le esenzioni fiscali con il trasferimento in Tunisia devono presentare la modulistica necessaria all’INPS. L’Inps provvederà, una volta esaminata la pratica, a modificare i dati bancari con il tuo nuovo IBAN estero ed in seguito lavorerà la richiesta di defiscalizzazione.
In questo modo otterrai l’accredito della tua pensione in Tunisia. La sede INPS competente territorialmente controllerà attraverso l’Aire l’effettiva iscrizione, e solo in seguito accrediterà lordo e arretrati.
In base alla nostra esperienza, è consigliabile considerare un periodo di sei mesi per questi adempimenti di competenza dell’INPS.

Vivere in Tunisia

La Tunisia è diventata una delle mete principali per i pensionati che si trasferiscono all’estero. A differenza di quanto si possa pensare, è un Paese pacifico e tranquillo, dove vivere con serenità la propria pensione.

Nuova Vita è attiva sulla zona di Hammamet, una delle più belle e più attrezzate per accogliere pensionati da tutta Europa che qui trovano un ottimo clima, un bel mare, buoni servizi, occasioni di svago per il tempo libero. L’Italia è vicina non solo geograficamente ma anche con i collegamenti aerei, con voli brevi e diretti durante tutto l’anno. Ad Hammamet la comunità italiana è ormai numerosa!

Puoi scoprire tu stesso, senza impegno, come si vive ad Hammamet. Noi di Nuova Vita consigliamo sempre un Viaggio di Prova prima di cominciare le pratiche del trasferimento.
Con l’esclusivo Viaggio Prova di Nuova Vita, ti dovrai preoccupare solo del volo aereo, che si trova a buoni prezzi tutto l’anno dai principali aeroporti italiani.
Al resto ci pensiamo noi di Nuova Vita: verremo a prenderti all’aeroporto di Tunisi e ti accompagneremo all’hotel ad Hammamet. Ad Hammamet potrai contare, per due settimane, su una nostra collaboratrice fidata, residente in Tunisia da anni, che ti accompagnerà alla visita e alla scoperta di Hammamet e della Tunisia, e che sarà a tua disposizione per rispondere alle tue domande, risolvere i tuoi dubbi e le tue curiosità grazie alla sua esperienza diretta.

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