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Coronavirus: il Portogallo stupisce l’Europa tenendo sotto controllo i contagi

Il Portogallo ha sorpreso l’Europa riuscendo a tenere a bada i contagi del Coronavirus, in maniera molto più efficace rispetto all’Italia e alla vicina Spagna.
Il merito va a protocolli sanitari specifici ed efficaci, ai tempestivi controlli e anche all’unione politica che ha permesso di adottare le misure necessarie velocemente e senza polemiche inutili.
Il risultato è un’epidemia che ha raggiunto il Portogallo ma è sotto controllo, a differenza della Spagna e dell’Italia dove la situazione rimane critica nonostante le misure drastiche adottate.

Andamento dei contagi

Le prime due persone positive al Covid-19 in Portogallo sono state scoperte il 2 marzo. A metà aprile, cioè quaranta giorni dopo, i casi sono 16.000 e i morti 535. Dati drammatici, dato che si parla di vite umane, ma di gran lunga migliori rispetto agli altri Paesi europei, come Francia, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, tutti Stati considerati al top per quanto riguarda efficienza e organizzazione.

Il 13 marzo, dieci giorni dopo la conferma dei primi contagi, il primo ministro portoghese António Costa ha decretato lo stato di allerta in tutto il Paese, ordinando la chiusura delle scuole. Ciò avvenne in contemporanea alla Spagna, dove però i contagiati erano già 6.000, con 132 morti, mentre al momento in Portogallo le infezioni erano solo 112, nessuna di queste ancora fatali.

Il sistema ha retto

I protocolli adottati dal Portogallo fin da subito ha permesso di individuare e isolare presto i contagiati, rallentando di molto la velocità di diffusione del virus nelle prime, cruciali tre settimane. Secondo i primi studi dell’Universidade Nova di Lisbona, la velocità di contagio in questi giorni è stata la più bassa in Europa, ed inferiore anche alla Corea del Sud e alla Cina.

Il sistema sanitario portoghese ha retto molto bene all’epidemia. Gli ospedali non sono stati saturati da contagiati di Covid-19, pochi ospedali da campo provvisori sono stati approntati, più che altro per precauzione, visto che fortunatamente sono rimasti vuoti.
L’epidemia è concentrata nelle due città più popolose, Lisbona e Porto, che insieme contano il 90% dei casi. Al contrario, la regione interna dell’Alentejo, che ricopre quasi un terzo della superficie del Portogallo, conta appena lo 0,5% dei casi. Bene anche l’Algarve, la regione meridionale e turistica del Portogallo, che ha visto alcune centinaia di contagi ma che sono stati prontamente isolati e sottoposti alle cure e all’isolamento necessario.

I fattori del successo

All’adozione precoce delle misure di contenimento si sommano altre circostanze che hanno permesso al Portogallo di reagire meglio all’epidemia di Covid-19.
Tra queste, va ricordato il controllo delle frontiere con la Spagna, che ha permesso di monitorare entrate e uscite dal Paese, fino a bloccarle, così da limitare i casi “importati” dalla Spagna.  

Le misure di contenimento sono state applicate fin da subito, senza ritardi. Bar e ristoranti sono stati chiusi, le aziende e i negozi invece continuano ad operare ma con ferree norme relative alla distanza tra clienti e all’uso di mascherine, guanti e disinfettanti. Inoltre è stato raccomandato, per uffici e aziende, di lavorare in smart working, e diverse aziende hanno aderito all’appello.

Infine, è da riconoscere che il governo è riuscito ad operare velocemente, senza grossi errori e negligenze, grazie a una buona cooperazione tra le forze di maggioranze e di opposizione. Di fronte al momento critico per il Paese, le rivalità politiche sono state messe da parte e l’unità di intenti ha prevalso.

Il Portogallo sta reagendo meglio rispetto ad altri Paesi europei, non senza alcune criticità. Cominciano a mancare mascherine e gel disinfettanti, e si sono verificati episodi di sciacallaggio, con mascherine chirurgiche vendute a 100 volte il loro prezzo pre-epidemia. Lo Stato sta reagendo con forniture dall’estero di materiale sanitario e di protezione, che verrà distribuito gratuitamente alla popolazione.
La curva dei contagi rimane bassa, in attesa del vaccino.

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